La canapa: la nuova frontiera
dell'edilizia sostenibile

Ormai i materiali per fare edilizia in maniera sostenibile sono tanti. Perchè la canapa? Vediamolo insieme...

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Arch. Andrea Dolcetti

#andreadolcettidesign

Quanto conosci la canapa?

Oggi che se ne sente parlare spesso, mi sono tornati alla mente ricordi del mio bisnonno, che lavorava questo materiale. Provenendo poi da una città come Ferrara, storicamente grande esportatrice di canapa, ho iniziato a incuriosirmi e a conoscerla sempre meglio, anche in vista del fatto che oggi viene usata nell'edilizia.

Spesso chi la sceglie per un immobile lo fa sia per la qualità del prodotto e la sua proprietà di isolante e deumidificante, sia perché abbraccia determinati valori, quali la sostenibilità.

Ma andiamo per gradi…

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La canapa, la sua storia e il suo stretto legame con la città di Ferrara

Oltre ad avere origini antichissime, la canapa nel corso della storia ha ricoperto un ruolo fondamentale in vari settori. Trovata per la prima volta in Asia Centrale, dove veniva utilizzata per realizzare tessuti dai Mongoli, dai Tartari e dai Giapponesi già prima dell’avvento del cotone e della seta, la canapa era diffusa nel mondo come materia prima per la produzione della carta. Infatti, proprio per le sue grandi proprietà, il prodotto finito risultava di alta qualità, sottile, resistente e non ingialliva con il passare del tempo grazie alla bassa concentrazione di lignina.

Millenaria e versatile, i suoi utilizzi erano svariati: in Cina la adoperavano per la produzione di tessuti e per uso medico; i pescatori la usavano per costruire le reti da pesca perché resistente all’acqua salata; i Veneziani la lavoravano per creare corde e vele molto leggere e robuste.

Ma come è arrivata nel nostro Bel Paese e, soprattutto, nella piccola città estense?

 In Italia la coltura della canapa tessile era legata alle Repubbliche Marinare dove nacque un vero e proprio business di talee e cordami. In quegli anni eccelsero le terre da canapa di ottima qualità di Bologna e Ferrara. Infatti, se da un lato l’Italia era divenuto il secondo produttore mondiale di canapa (con quasi 1.000 ettari di terreni coltivati) e primo fornitore della Marina Britannica, le zone più produttive del paese erano proprio il Ferrarese e il Bolognese. Sai che, ancora oggi, nelle campagne di queste zone sono visibili i cosiddetti "maceri", piccoli laghetti artificiali utilizzati per mantenere la pianta immersa in acqua?

 Nella prima metà dell'Ottocento Ferrara si occupava di esportare la canapa verso l'Inghilterra, un'attività che offriva un importante sostegno all'economia provinciale.

Per darti un'idea di quanto fosse ormai coltura di primaria importanza nell'economia delle famiglie di mezzadri, boari e braccianti ferraresi, guardiamo ai numeri: a fine XIX secolo, dei 4.218 telai domestici censiti nella provincia, 3.075 erano destinati alla tessitura di lino e canapa.

A Ferrara l'importanza della canapa non fu solamente economica: davanti al duro lavoro previsto da questo tipo di coltivazione, che nel territorio estense rimase dominante fino alla Seconda Guerra Mondiale, gli agricoltori presero coscienza dei propri diritti.

L'incontro della canapa con l'edilizia

Puntare sulla canapa in edilizia oggi non sembra solo una scelta, ma anche una necessità. I cambiamenti climatici stanno rivoluzionando le abitudini e gli stili di vita del genere umano, obbligandoci a scegliere soluzioni che siano il meno possibile impattanti per l'ambiente e la sua sostenibilità. Davanti a questo bisogno la canapa è una soluzione vincente, anche grazie alla sua cosiddetta "bioremediation", la capacità di assorbire metalli pesanti nel terreno.

 

Oggi sono tanti i materiali per l'edilizia che possono essere realizzati grazie all'utilizzo di questa pianta millenaria: blocchi di canapa, intonaci, stucchi, massetti, malte, pitture e pannelli isolanti, per fare qualche esempio. Proprio questi ultimi vengono oggi adoperati per realizzare edifici più green ed efficienti.

Secondo alcuni studi, infatti, sembra proprio che gli immobili traggano grandi vantaggi dai pannelli isolanti in canapa, in termini di prestazioni energetiche, conducibilità termica, traspirazione e resistenza ai batteri (buona igroscopicità), raffrescamento estivo, dispersioni di calore, permeabilità al vapore e isolamento acustico.

 

 

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Un esempio tangibile, una realizzazione tanto lungimirante quanto sperimentale, lo si può ritrovare nel complesso "Case di Luce", sorto a Bisceglie (BT) ad opera del team della Pedone Working.

Nella breve intervista che lascio qui, è possibile ascoltare la testimonianza di una condomina.

Ad oggi, gli esempi di realtà che valorizzano le caratteristiche della canapa sono molteplici. Quindi, tu a che conclusione arrivi? La risposta è semplice: grazie agli isolanti in fibra di canapa potrai assaporare un miglior comfort abitativo e vivere in ambienti più salubri. Dalle pareti interne ed esterne ai solai e coperture, dalle tramezzature ai controsoffitti e pavimenti per ridurre il rumore da calpestio, potrai adottare questa soluzione per la tua casa abbracciando appieno la sostenibilità.

Sì, perché nella stragrande maggioranza dei casi questi pannelli sono anche riciclabili al 100%. Devi sapere che, quando parliamo di canapa utilizzata per costruire facciamo generalmente riferimento alla "calce-canapa", un biocomposito totalmente naturale, in grado di rispettare l'ambiente assorbendo le emissioni di carbonio.

Che altro dire, se non che ci troviamo in una di quelle situazioni win-win? Infatti non sarà solo la tua abitazione a beneficiare dei numerosi vantaggi della canapa, ma anche la tua salute e quella del nostro pianeta.

Infine, ciliegina sulla torta, anche il processo di produzione è semplificato e più economico: grazie al minor numero di materiali e strati necessari, il ciclo di costruzione in cantiere è notevolmente più snello e veloce, il che si traduce in un’ottimizzazione complessiva dell'intero iter.

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